"Lo sguardo dell'uomo si posa freddamente sulla donna come per misurarla, pesarla, in altre parole la trasforma in oggetto.
meno noto è che la donna non è del tutto disarmata contro questo sguardo.
se viene trasformata in oggetto, essa osserva l'uomo con lo sguardo di un oggetto.
è come se all'improvviso il martello avesse gli occhi e guardasse fisso il muratore che se ne serve per piantare un chiodo. il muratore vede gli occhi maligni del martello, perde la propria sicurezza e si da un colpo sul dito.
... il martello ha un vantaggio sul muratore, perchè l'utensile sa esattamente come deve essere maneggiato, mentre chi lo usa può saperlo solo in modo approssimativo.
si dice che la donna viva così un movimento cosmico verso l'alto e poi verso il basso: il volo dell'oggetto mutato in creatura e la caduta della creatura mutata in oggetto"
Kundera, da "il libro del riso e dell'oblio"
SABATO SERA:
alucinazioni varie prima di uscire, con relativa visita dei soliti amici a casa verso le 9.30 a suonare di tutto un pò,
io al piano, F. alla tasitiera, E. al violino... una jam session alquanto inquietante, dati i risultati.
Usciti alle 10.30, destinazione ignota... poi definita, "centro sociale" S.Marcellino...
ci presentiamo lì, struttura autogestita (un vecchio macello comunale). Si scende sotto (per vedere gli scalini ci vorrebbe una vista bionica... miracolo che nn mi faccio un tuffo lungo tutta la rampa in stile superman), un grosso ambiente, due tre lampadine... più buio che luce, forse vecchie cantine con un tanfo di muffa che non avete idea.
incontro un compagno di università, G. ... mi fa: "Uè peppinooo!!... vieni fra l'amicizia, FUMA & BEVI CON NOIIIIIII"
e tu che fai?... mica si rifiuta un invito così gentile? giammai si dica che sono maleducato.
Nel frantunque... musica reggae, poi house... tutto mischiato... tutto fa brodo se sparato sull'orlo del delirio, e poi è comodo...quando parli con gl'altri il casino ti impedisce di dire o ascoltare cazzate varie... quindi tutti ci sentiamo meglio e più sollevati... gente che ti ritrovavi addosso e non sapevi nemmeno chi fossero (complice il fumo di G.... e un pò di vino preso responsabilmente a casa di amici) ...
una grande casba dove riflettere è un lusso e dove la massa ti fa sentire meglio... (forse)
Spuntano in un altro ambiente dei simpatici pseudo giocolieri che si esibiscono in un sano roteamento di palle infuocate e tutti a guardare questi che a tratti si ustionavano perchè anche loro, forse, erabi inibiti o inebriati dalla poca aria della mega cantina e dalla puzza impressionante di cherosene che c'èra in giro.
dopo un pò, esaurita la mia vena pseudo alternativa, decido di trasferirmi nei piani alti, dove l'ossigeno non si paga... tutto ok, piacevoli conversazioni, ragazze che ci stavano anche se avevo in testa già D. ... per cui, perdevo solo il tempo.
tutti a casa, passaggio rapido in cornetteria con un tempo che lo tsunami ci faceva un baffo, un cornetto spugnato di pioggia... e ritorno alle 5.00... ora ho un mal di testa che non potete nemmeno immagginare!
ASPIRINAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Ieri mi sono ritrovato a perdermi fra le mie fantasie.. credo di far male e farmi male, allontanarmi dalla realtà, rischio di non riuscire a focalizzare con attenzione la situazione concreta delle cose e magari creare presupposti e preconcetti inesistenti, situazioni iniziali e finali del tutto superflue.
non posso più perdermi nei miei mille pensieri, pur sdolcinati e melliflui che siano, su D.
O mi decido a telefonarla a casa, sfidare magari la figura che farei se rispondesse la madre... o il padre... (di meno con la sorella... dovrei fornire spiegazioni sul perchè della chiamata?)... oppuremi dovrò arrendere all'evidenza della mia ignavia, e paura ad osare.
C'è forse qualcosa in palio da giocarsi e magari da perdere, se le cose non adassero per il verso giusto?
non lo so, ma qualcosa mi frena e non so dire cosa
ritorno a scrivere...
pensavo che il blog fosse inutile, ma mi aiuta a sfogarmi...
credo di essere innamorato di una ragazza... non lo so, non faccio altro che pensarla e pensare a noi, insieme, in momenti di intima dolcezza... eppure mi accorgo che sono solo fantasie, non ho il coraggio o la faccia tosta di chiederle di uscire, ma questa situazione mi opprime il cuore... mi fa male eppure mi fa sentire vivo.
lei è la sorella di una mia allieva, decisa... sicura di se... bella, e sa di esserlo
figlia di amici di famiglia... che strana situazione
così vicina eppur così distante, persa fra le logiche di finto perbenismo fra famiglie... ed io non so se tutti questi miei pensieri possono farmi star bene o male.
so solo una cosa...
vorrei poterle parlare aldilà di ogni persona, spazio.. lontano dagl'occhi e le orecchie di tutti;
poter capire qual è il suo animo, confrontare la sua anima con la mia e toccare con mano ciò che solo prima era un sogno.
che da sogno può anche trasformarsi in incubo